Chiropratica

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La chiropratica (dal greco cheir, mano e praxis, azione) è una pratica che dichiara come obiettivo il mantenimento e il ristabilimento della salute dell'uomo, passando dalla diagnosi, il trattamento e la prevenzione delle sue deficienze funzionali concentrando la sua azione sull'integrità del sistema nervoso, assumendo che esso controlli tutti gli altri sistemi del corpo umano e portando una particolare attenzione alla colonna vertebrale che lo contiene, nel presupposto, in particolare, che le disfunzioni del midollo spinale possano interferire con quella che definiscono l'innata capacità del corpo di guarire da sé (intelligenza innata)[1].

La chiropratica è considerata nella maggioranza delle nazioni una medicina alternativa[2][3], definizione contestata da molti chiropratici [4]. La chiropratica enfatizza la manipolazione (inclusa la manipolazione spinale) e include un'opera di consulenza sugli "stili di vita".[5]

Definizione

Il termine chiropratica è riferito allo studio, alla diagnosi, alla cura e alla prevenzione dei disturbi muscoloscheletrici e dei loro effetti sul sistema nervoso e sullo stato generale di salute degli umani e degli animali vertebrati[6]. È normata in una quarantina di giurisdizioni nazionali, alcune delle quali hanno creato dei corsi universitari[6].

In Italia non esiste alcun percorso di studio riconosciuto né sono stabiliti requisiti per svolgere l'attività di chiropratico. La legge finanziaria del 2008 ha previsto l'istituzione di un albo dei chiropratici senza però specificarne i requisiti di ingresso, né l'area o la modalità di competenza.[7] La norma è rimasta senza conseguenze concrete, dal momento che l'albo da essa previsto non è stato istituito.

Cenni storici

La figura del chiropratico venne creata formalmente nel 1895 da Daniel David Palmer. La pratica in sé, invece, nacque quando Palmer notò che, togliendo la causa di un'irritazione di un nervo cervicale per mezzo di un particolare tipo di manipolazione della colonna vertebrale, alleviò il sintomo della sordità in uno dei suoi pazienti, Harvey Lillard. Il fondatore in seguito definì la chiropratica: "Arte, Scienza e Filosofia".

Suo figlio, Bartlett Joshua Palmer, continuò sulle orme del padre sviluppando la chiropratica rispetto le conoscenze dell'epoca. Fondò la prima scuola di chiropratica a Davenport, Iowa, nel 1902, scuola che restò aperta anche dopo le conclusioni del Rapporto Flexner (1910).

Sintomi e pratica

Sono oltre duecentocinquanta i sintomi, le patologie e le diagnosi che la chiropratica ritiene di propria pertinenza[8] e oltre cento le metodiche utilizzate dai chiropratici a scopo dichiaratamente "terapeutico" o "preventivo" [9] tra le quali una quindicina prevalenti[10].

La principale diagnosi chiropratica è di sublussazione, ossia di lesione articolare o segmentaria con alterazione dell'allineamento, dell'integrità cinetica e della funzione fisiologica, anche se rimane integro il contatto fra le superfici articolari.[11].

La chiropratica ha elaborato un proprio modello teorico, il complesso della sublussazione, consistente nella rappresentazione delle disfunzioni di un segmento motorio e delle interazioni patologiche dei tessuti nervosi, muscolari, legamentosi, vascolari e connettivi[12]. Ha proposto teorie scientifiche[13] relative, per esempio, all'anatomia dell'articolazione sacro-iliaca[14] , delle faccette articolari vertebrali[15], del forame intervertebrale[16] e del legamento nucale[17].

L'atto terapeutico prevalente compiuto dai chiropratici è la manipolazione, detta anche aggiustamento, consistente nell'applicazione di forze e leve con direzioni, ampiezze e velocità ben precise su specifiche articolazioni e sui tessuti adiacenti, allo scopo di condizionare la funzionalità articolare e neurofisiologica[18]. La manipolazione vertebrale correttiva, principale terapia chiropratica, implica l'uso delle mani o di strumenti che operano lo spostamento passivo e forzato del segmento motorio o dell'articolazione entro il limite dell'escursione parafisiologica[19], così da poter ristabilire il corretto movimento dell'articolazione e permettere alla colonna vertebrale un allineamento ottimale.

Le manipolazioni vertebrali chiropratiche sono generalmente controindicate in caso di ipoplasia del dente dell'epistrofeo, instabilità dell'osso odontoide, frattura acuta, tumore del midollo spinale, osteomielite, discite settica, tubercolosi della colonna, tumore delle meningi, ematoma midollare o intracanalicolare, tumore maligno a carico della colonna, ernia franca del disco con progressivo deficit neurologico, invaginazione basale del rachide cervicale superiore, malformazione di Arnold-Chiari del tratto cervicale superiore, dislocazione di vertebra, cisti ossea aneurismatica, tumore a cellule giganti, osteoblastoma o osteoma osteoide, malattia neoplastica muscolare o dei tessuti molli, siringomielia, idrocefalo, diastematomielia, sindrome della cauda equina, ipermobilità congenita, positività ai segni di Kernig o di Lhermitte, artefatti di fissaggio o di stabilizzazione[20].

Negli altri casi le manipolazioni e le correzioni chiropratiche sono generalmente sicure[21].

I pazienti che si sottopongono a trattamenti chiropratici lo fanno in maggioranza perché soffrono di ridotte funzionalità articolari e di algie neuro-muscolo-scheletriche[22], come cervico-dorso-lombo-sacralgie e algie agli arti[23].

La chiropratica si occupa anche di disturbi non neuro-muscolo-scheletrici riferiti agli apparati sensoriale, respiratorio, cardiocircolatorio, gastroenterico e genitourinario[24]. I chiropratici, particolarmente orientati alla prevenzione delle malattie e alla promozione della salute in senso generale, applicano metodiche di cura per il benessere psicofisico dei pazienti[25], con un approccio a 360 gradi del paziente, così da poter analizzare le attività quotidiane e la storia personale della persona, per poter individuare le cause del malessere e sviluppare strategie per modificarle o eliminarle, attraverso consigli ergonomici, alimentari e esercizi fisici specifici.

Riconoscimento della chiropratica

Nel gennaio 1997 la World Chiropractic Federation ha instaurato relazioni ufficiali con l'Organizzazione Mondiale della Sanità[26]. Questo ha portato alla compilazione di linee guida sull'educazione e la sicurezza in chiropratica ("WHO guidelines on basic training and safety in Chiropractic")[27].

In Italia, la manovra finanziaria del 2008, approvata il 21 dicembre 2007, regolamenta e ufficializza l'attività di chiropratico:

"È istituito presso il Ministero della Salute, senza oneri per la finanza pubblica, un registro dei dottori in chiropratica. L'iscrizione al suddetto registro è consentita a coloro che sono in possesso di diploma di laurea magistrale in chiropratica o titolo equivalente. Il laureato in chiropratica ha il titolo di dottore in chiropratica ed esercita le sue mansioni liberamente come professionista sanitario di grado primario nel campo del diritto alla salute, ai sensi della normativa vigente. Il chiropratico può essere inserito o convenzionato nelle o con le strutture del Servizio sanitario nazionale nei modi e nelle forme previsti dall'ordinamento. Il regolamento di attuazione del presente comma è emanato, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, ai sensi dell'art. 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, dal Ministro della salute."[28]

Efficacia

Esistono contrapposte opinioni sull'efficacia della chiropratica.[29] Uno studio della Peninsula Medical School di Devon, analizzando 26 casi, ha concluso che la manipolazione spinale usata per curare dolore, coliche, asma, allergie o vertigini non ha alcun beneficio effettivo[30]. Inoltre, in rari casi, la manipolazione spinale può avere serie e gravi complicazioni mediche[31]. Tuttavia la chiropratica è generalmente non pericolosa se attuata in modo appropriato da esperti.[6].

Alcuni casi di incidenti hanno visto necessari interventi chirurgici per liberare il midollo spinale dorsale o il cono terminale del nervo sciatico compressi da un'ernia discale dovuta alla manipolazione.[32]. Le associazioni chiropratiche si sono difese affermando che i chiropratici colpevoli non avessero un'adeguata formazione chiropratica.[32]

Note

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  3. Prevalence of use of complementary/alternative medicine: a systematic review pubblicazione delle World Health Organization
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  6. 6,0 6,1 6,2 Template:En Errore script
  7. Art. 2 comma 355, L. 24.12.2007 n.244
  8. Diagnosis codes in http://www.chiro.org/LINKS/dx.shtml
  9. Chiropractic technique list in http://www.chirobase.org/06DD/techniquelist.html
  10. http://chiropratica.blogspot.com/ che riferisce della classifica operata nel 2003 daNBCE secondo cui ai pazienti sono applicate più frequentemente le seguenti tecniche: Diversified, Correzione distale, Thompson, Gonstead, Activator, Cox flexion-distraction, SOT, NIMMO, Applied kinesiology, Craniale, HIO, Logan Basic, Pierce-Stillwagon, Meric e altre a seguire
  11. op.cit. WHO guidelines, edizione italiana p.13
  12. op.cit. WHO guidelines, edizione italiana p.13
  13. David A.Chapman-Smith, The chiropractic profession, NCMIC, West Des Moines, Iowa-USA 2000 in edizione italiana La professione chiropratica, Castello editore, Milano 2004, p.5
  14. Cassidy JD, Bowen V, Macroscopic and microscopic anatomy of the sacroliac joint from embryonic life until the eighth decade, Spine 1981, 6, 620-8
  15. Giles LGF, Lumbo-sacral and cervical zygapophyseal joint inclusion, Man Med 1986, 2, 89-92
  16. Cramer GD, Hove G e altri, Morphometric comparison of computed tomography to magnetic resonance imaging in the evaluation of the lumbar intervertebral foramin, Clin Anatomy 1984, 7, 173-80
  17. Mitchell BS, Humphreys BK e Sullivan E, Attachements of the ligamentum nuche to cervical posterior spinal Dura and the lateral part of the occipital bone, J Manip Phisyol Ther 1998, 21, 145-8
  18. op.cit. WHO guidelines, edizione italiana p.12
  19. op.cit. WHO guidelines, edizione italiana p.26
  20. op.cit. WHO guidelines, edizione taliana p.27
  21. op.cit. WHO guidelines, edizione italiana p.26
  22. op.cit. David A. Chapman Smith, The chiropractic profession, edizione italiana p.70
  23. op. cit. David A. Chapman Smith, The chiropractic profession, edizione italiana p.117
  24. op.cit. David A. Chapman Smith, The chiropractic profession, edizione italiana p. 70
  25. è il caso della tecnica NSA (Network Spinal Analysis) ideata dal chiropratico Donald M. Epstein
  26. World Health Organization (WHO)
  27. WHO guidelines on basic training and safety in Chiropractic
  28. Riconoscimento della chiropratica
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  30. La manipolazione spinale e i suoi pochi benefici
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  32. 32,0 32,1 studio di Alan Terrett App. Sc. "Uso deviato della letteratura da parte di autori medici sugli incidenti vascolari post-manipolativi", in Journal Manipulative Physiological Therapeutics, maggio 1995, citato da Benoit Rouy DC in Risques réels des manipulations cervicales chiropratiques, Association française de chiropratique, 2003

Bibliografia

  • Errore script
  • Scott Haldeman, Principles and Practices of Chiropractic, Mc Graw Hill, 2004, terza edizione
  • Journal of Manipulative and Physical Therapeutics in http://www.journals.elsevierhealth.com/periodicals/ymmt/home
  • Spine Journal in http://journals.lww.com/spinejournal/Pages/AbouttheJournal.aspx
  • Journal of Chiropractic Medicine in http://www.sciencedirect.com/science/journal/15563707
  • David Chapman Smith, La Professione chiropratica, edizione italiana, Castello editore, Milano 2004
  • Ignas Meerssemann, Chiropratica, in G. Giarelli R. di Sarsina B. Silvestrini, Le medicine non convenzionali in Italia, Franco Angeli, Milano 2007
  • Jean Pierre Meersseman, Chiropratica, Red edizioni, Novara 1978/2003
  • Piet Seru, Guida alla chiropratica, De Vecchi Editore, Milano 1993/1995
  • Surgical Neurology International: N.E. Epstein, C.I. Forte Esq - Medicolegal Corner Quadriplegia Following Chiropractic Manipulation 28 maggio 2013

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